Venerdì, 21 Settembre 2018 09:31

Il Presidente del CNR, Massimo Inguscio e il Direttore del CNR-IRSA, Vito Felice Uricchio alla Camera dei Deputati per parlare di Emergenza Cancro

 

La ricaduta negativa che l’inquinamento ha sul nostro benessere e l’aumento di patologie oncologiche, sono stati i temi principali discussi a Roma in occasione del convegno “Emergenza cancro – Fattori ambientali modificabili e stili di vita non corretti”, organizzato presso la Camera dei Deputati al quale hanno partecipato illustri nomi del mondo politico e scientifico.

E’ stata evidenziata una chiara relazione tra il benessere dell’uomo e lo stato dell’ambiente. È ormai noto come l’inquinamento delle matrici acqua, aria e suolo abbia ricadute negative sul nostro benessere e rappresenti un fattore determinante nello sviluppo di malattie a carico dell’apparato respiratorio, cardiovascolare e di patologie oncologiche.

Ma oggi questo legame sta diventando fortemente a rischio. Lo dimostra il dato allarmante relativo all’aumento dei tumori infantili. L’Italia, detiene inoltre la maglia nera in Europa per quanto riguarda l’incidenza di malattie oncologiche in età pediatrica. Il dato maggiormente preoccupante è che, la maggiore incidenza di tumori si registra nei bambini tra 0 e 14 anni e negli adolescenti tra i 15 e i 19 anni nell’area del Sud Europa.

Di questo e molto altro ancora, si è discusso alla Camera in occasione del convegno “Emergenza cancro – Fattori ambientali modificabili e stili di vita non corretti”, organizzato dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), in prima linea nella tutela della salute umana tramite la salvaguardia della natura, in collaborazione con Confassociazioni.

All’evento hanno partecipato oltre 60 rappresentanti del Governo, del Parlamento oltre ad illustri partecipazioni della scienza e dell’imprenditoria, riuniti per fare il punto sulle criticità nel rapporto tra ambiente e salute e proporre possibili soluzioni per ridurre gli effetti dell’inquinamento nella carcinogenesi.

Le sostanze cancerogene che comprendono IPA, composti organici persistenti ed interferenti endocrini, metalli pesanti come Cromo (VI), Nichel, Arsenico, Berillioetc., sono presenti in beni quali cosmetici, creme solari, indumenti, mobili, cicche di sigarette, pesticidi, vernici, pellami, alimenti, gas di scarico, e purtroppo anche alimenti. Tali sostanze spesso finiscono nelle acque con cui laviamo noi stessi, i nostri beni ed i nostri alimenti. E’ quanto mai opportuno ridurre le produzioni e gli impieghi di sostanze persistenti e/o dotate di attività biologiche significative, per evitare che raggiungano le acque e che possano comportare un rischio cancerogeno o epigenetico, esponendo gli organi bersaglio tra cui reni, apparato uro-genitale, digerente, fegato.

A livello biologico l’organismo è costretto a reagire di continuo all’ambiente e alle sue condizioni per mantenere un equilibrio nella relazione con esso e per preservare le proprie funzioni vitali. Ci sono oggi nuovi tipi di inquinanti, nano particelle utilizzate per prodotti e strumenti agricoli, cosmetici, biomedici che spingono a sviluppare ed affrontare ulteriori conoscenze sulle relazioni tra ambiente e salute umana.

Il Presidente del CNR Massimo Inguscio, nella sessione mattutina del convegno, ha affrontato il tema degli effetti ambientali sulla componente genica “Noi e le nostre malattie siamo il risultato del nostro genoma e dei fattori ambientali  esterni come cibo, stile di vita, ambiente e quindi inquinamento” . Il Presidente Inguscio ha illustrato le nuove scoperte del CNR sulla medicina di precisione che studia il fenotipo della singola persona per poi elaborare terapie specifiche per quella persona. “Ogni malato è diverso dall'altro, ogni tumore diverso, servono dunque cure più possibile personalizzate e diagnostiche sempre più precoci e meno invasive”.

Sulla sua tutela e salvaguardia delle risorse idriche, ha invece puntato l’attenzione Vito Felice Uricchio, Direttore CNR-IRSA: “L’attenzione alla qualità delle acque amplifica la sua portata quando ci si riferisce alle sostanze cancerogene che ne insidiano il loro utilizzo continuo e sicuro in ogni ambito, potabile, civile e industriale. Una visione che punti all’innovazione può consentire di perseguire la giusta percezione della contaminazione ma può anche ottimizzare l'uso dell'acqua e offrire sistemi tecnologici per la rimozione di tali pericolosissimi contaminanti, mantenendo inalterati gli standard di qualità. La lotta ai tumori è un percorso particolarmente articolato e complesso che dobbiamo compiere con grande determinazione, non trascurando alcun aspetto che può giocare un ruolo nei processi carcinogenetici e non può prescindere da un impegno corale e concreto, da una collaborazione interistituzionale autentica e coordinata che ponga la conoscenza e la scienza alla base delle decisioni da assumere e delle strategie da intraprendere per contrastare efficacemente un male insidioso come il cancro”.

Tante ancora le tematiche affrontate durante il convegno, dall’importanza dello sport, alla bonifica dei siti inquinati, alla decarbonizzazione, al biomonitoraggio ma soprattutto alla prevenzione.  Molti dei fattori di rischio infatti, specie quelli legati a inquinamento e stili di vita, sono ben noti: “I cittadini si credono talvolta impotenti di fronte a questo tema ma invece sono proprio loro a poter cambiare la situazione con scelte consapevoli, a partire dagli acquisti quotidiani. I nostri consumi possono modificare il mercato e nello stesso tempo costringere le aziende produttrici a essere veramente ecosostenibili: pretendiamo, quindi, alimenti, indumenti e prodotti di uso quotidiano che siano scientificamente validati da Enti pubblici”, ha concluso Alessandro Miani, Presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale e docente di Prevenzione Ambientale del Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali dell’Università degli Studi di Milano.